Tutte le Sacerdotesse si recano a prendere le morse, poi la Badessa continua:
"Ci recheremo alla radura della sete, voglio che con noi vengano anche delle Monache, aiuteranno le Vestali a torturarci; ovviamente anche loro soffriranno la sete"
Poi rivolgendosi ad una Sacerdotessa vicino a lei:
"Portate con noi anche quella li, quella che si è fatta frustare a sangue sui seni"
Ti senti assalire da una vampata di calore, la Badessa ha indicato te alla Sacerdotessa; nei tuoi pensieri si annida il pensiero che forse non è stata una buona idea quella di offrirsi così, spudoratamente; ti bruciano i seni sanguinanti, la fustigazione appena ricevuta è stata dura, ora la Badessa ti vuole insieme a lei ed alle altre Sacerdotesse nella radura della sete, S30 è palesemente infuriata e gelosa; ripensi a tutto e ti prepari a soffrire ancora; intanto la Sacerdotessa a cui si era rivolta la Badessa, si avvicina e ti fa alzare afferrandoti per i polsi, ma ti metti a tossire come quasi soffocata. La Sacerdotessa ti vede rossa paonazza in volto, vede che il collare è stato stretto eccessivamente e si rivolge alla Badessa:
"La Monaca ha il collare stretto al limite del soffocamento, lo ha ordinato lei Signora? Lo devo lasciare così? Però in questo modo la Monaca rischia di non farcela!"
"No, io non ho ordinato nulla; chi l'ha incatenata?"
Attimi di silenzio, si percepisce la tensione nell'aria, tieni gli occhi bassi, le Sacerdotesse si guardano l'un l'altra, poi, dopo qualche secondo di silenzio, S30 fa un passo avanti a capo chino e dice:
"Io Signora Badessa, ho incatenato io la Monaca 10F"
"Perché le hai stretto il collare in quel modo?"
S30 non parla, non solleva nemmeno il volto
"Perché? Parla!"
Tentennando e quasi balbettando S30 risponde:
"...non lo so Signora, forse ho sbagliato, ho stretto troppo..."
S15, una Sacerdotessa mora alta, con un corpo ben tornito ed un seno ben sviluppato, con un sogghigno commenta:
"Signora Badessa, magari la Monaca è la schiavetta di S30, sappiamo tutte quanto le piaccia divertirsi con le Monache e con le Novizie"
"E' vero S30? E' il tuo giocattolo preferito?"
"No Signora Badessa, non è vero, ho sbagliato, tutto qui!"
"Non credo proprio che tu abbia sbagliato; comunque ora dobbiamo subire la tortura della sete, ne riparleremo. Toglietele il collare di cuoio e mettetele quello in ferro da soffocamento; S30 subirà la tortura della sete in regime di soffocamento come avrebbe voluto che facesse la Monaca"
S15 immediatamente si avvicina a S30 e le toglie il collare di cuoio, intanto un'altra Sacerdotessa è andata a prendere un grosso e pesante collare in ferro; quel collare ha quattro viti che vengono avvitate fino a provocare delle difficoltà respiratorie. S15 con evidente piacere, dopo aver richiuso il collare sul collo di S30, incomincia ad avvitare le viti, poi le da un bacio sulle labbra dicendole:
"Buon divertimento mia cara"
La Badessa osserva la scena, poi:
"Basta adesso, in ginocchio ad attendere le Vestali"
Subito tutte si inginocchiano, 10F osserva le altre Monache che, come lei, sono state portate li dalle Sacerdotesse, per essere condotte alla radura; le Monache hanno le braccia incatenate al collare dietro la schiena, mentre le Sacerdotesse no, sono semplicemente inginocchiate, le mani appoggiate alle natiche, tutte in attesa delle Vestali. Di li a poco vedi arrivare cinque donne, sono completamente ricoperte da una veste nera che copre completamente il loro corpo; hanno tutte in mano una frusta, la Badessa si alza e dice:
"Siamo pronte, possiamo andare alla radura; ora indossiamo le morse ai capezzoli ed alla lingua, poi ci incamminiamo."
Immediatamente le Sacerdotesse mettono le morse sui capezzoli, poi sulla lingua; osservi S30, vedi che sta ansimando, ha il volto rosso, ma non fai in tempo a guardarti in giro che le Vestali vi fanno rialzare a frustate, spingendovi fuori dal Convento. In fila indiana, davanti a tutte la Badessa, anch'essa nuda e spronata dalla frusta delle Vestali; lentamente, ma inesorabilmente avanzate verso la radura; il sole è già abbastanza alto, la temperatura si sta facendo torrida. Passo dopo passo avanzate sul sentiero ghiaioso; i sassi feriscono i piedi, soprattutto a voi Monache, che avete i polsi incatenati al collare e faticate a rimanere in equilibrio. Ogni tanto una Vestale si avvicina alla Badessa o a qualche Sacerdotessa e, anche senza una reale necessità, infligge loro qualche frustata di sprono; ovviamente anche voi Monache venite spronate ad avanzare celermente e i morsi delle frustate convincono molto bene. Un'ora dopo arrivate alla radura, è diversa da quella che ti ricordavi; in quell'altra c'erano delle tettoie fatte con stuoie di canna di bambù, non riparavano molto dal sole, ma almeno ne attutivano l'intensità, qui, invece, non ci sono tettoie o ripari di alcun tipo. La radura è una spianata di pietre e rocce, ci sono diversi pali di legno, con anelli e catene, intanto le Vestali vi fanno inginocchiare tutte quante; siete stremate, dal caldo, dalla sete, dalla stanchezza; prima di inginocchiarsi la Badessa si toglie la morsa che porta alla lingua e spiega quello che dovrà accadere nelle prossime ore:
"La Regola del nostro Convento ci impone la tortura ogni qualvolta una Monaca viene condannata al supplizio, quindi ho deciso che la nostra tortura sarà la seguente: il nostro corpo verrà spalmato con un olio di protezione che ci impedirà di prendere un'insolazione, ma non impedirà alla nostra pelle di scottarsi e bruciare. Verremo incatenate con la lingua al palo, non verrà usato l'anello per chi l'ha inserito, ma tutte useremo la morsa sulla lingua. I polsi verranno incatenati alle morse che portiamo sui capezzoli e in mano ci verranno dati dei pesi. Rimarremo accucciate, potremo appoggiare le ginocchia a terra, ma solo per qualche istante, se qualcuna verrà sorpresa con le ginocchia a terra verrà scudisciata sulla schiena immediatamente. Dovremo rimanere in quella posizione per tre ore, i pesi che porteremo in mano faranno si che le braccia si appesantiranno e tenderanno a scendere. Poiché i polsi saranno incatenati alle morse ai capezzoli, se le braccia scenderanno più di un tanto le morse salteranno via. Alla prima morsa che salterà verremo frustate a sangue sulla schiena, alla seconda morsa che salterà verremo frustate a sangue sul seno. La prima Sacerdotessa che subirà la fustigazione verrà condannata a 2 mesi di carcere, le Monache ci ungeranno con l'olio, poi gireranno tra di noi ed avviseranno le Vestali nel caso in cui verremo sorprese con le ginocchia a terrà. A chiunque è proibito urinare, chi lo farà verrà condannata a 2 mesi di carcere; S30, tu subirai la tortura sul cavalletto. S15, ti voglio vicino mentre soffrirò, saremo incatenate allo stesso palo. Ora incominciamo."
Mentre le Vestali slegano le Monache, le Sacerdotesse si dirigono ciascuna verso un palo, poi a ciascuna Monaca viene consegnato un recipiente contenente l'olio che dovrà spalmare sul corpo della Sacerdotessa; una Vestale ti conduce al palo dove la Badessa ed S15 attendono di essere preparate. Tremi mentre immergi la mano nell'olio, tremi all'idea di dover spalmare il corpo della Badessa, ma l'incitazione a muoverti, intimata dalla Vestale, ti fa passare ogni titubanza; ti guardi in giro per osservare come compiere quell'operazione, hai timore di sbagliare. Mentre passi la mano sul suo corpo noti le numerose cicatrici di torture trascorse; ti turbano gli anelli infilati nei capezzoli e di più ancora, quelli nelle labbra dei genitali; la Badessa è in piedi a gambe e braccia divaricate, in attesa che tu abbia terminato; poi è il turno di S15, anch'essa ricoperta di cicatrici, con anelli ai capezzoli ed ai genitali. Quando hai terminato, una Vestale si avvicina, prende i polsi della Badessa e li incatena alle morse che ha sui capezzoli, poi la fa accucciare con le ginocchia divaricate e le aggancia una catena che scende dal palo, alla morsa che porta alla lingua, poi passa ad incatenare anche S15; quando ha terminato anche con la Sacerdotessa, raccoglie da terra due grosse pietre e le consegna alla Badessa, poi altre due ad S15. Le osservi.. dovranno rimanere tre ore in quella posizione, sicuramente non ce la faranno... il caldo, la sete, il sole che brucia la pelle, le pietre e le rocce che portano un'arsura incredibile... le guardi, le osservi... realizzi che vorresti essere anche tu li accucciata a provare quel dolore, poi alzi lo sguardo e vedi nella radura le Sacerdotesse, sono tutte nude, la lingua tirata fuori dalla bocca dalla catena legata al palo e in mezzo... S30, sul cavalletto, i polsi legati alle morse sui capezzoli, la lingua legata ed in tensione da una corda legata ad un'estremità del cavalletto. Ti eccita vedere S30 in quelle condizioni, vorresti che fosse lei la prima a far saltare via la molletta dei capezzoli, la osservi a lungo, il collare con quelle viti strette nel collo la soffocano, le guardi i genitali, lo spigolo del cavalletto penetra a fondo tra le labbra e le braccia, appesantite dai massi, mettono in tensione i capezzoli, trascinando verso il basso le sue grandi mammelle; ansima a fatica S30, si lamenta per il male, ma sembra ben resistere nel sorreggere i pesi. Decidi di dedicare la tua attenzione alla Badessa, la guardi in volto, lei ti guarda, distogli lo sguardo e ti volti verso S15, ha lo sguardo fisso verso il palo, imperturbabile, quasi non si direbbe stia soffrendo; poi il tuo sguardo ritorna sulla Badessa, però non sposti il volto verso di lei, ma allunghi gli occhi verso i suoi, quasi come pronta a sfuggire nuovamente lo sguardo. Anche la Badessa è ferma immobile, gli occhi socchiusi, quasi come se gradisse l'essere in quella posizione, chini il capo, la guardi con gli occhi bassi cercando di non farti scorgere; fa caldo, il sole sta mettendo a dura prova la vostra pelle, il sudore sta colando lungo la fronte e le guance; alzi lo sguardo verso la radura, qualche Sacerdotessa ha abbassato le ginocchia a terra e le Vestali si avvicinano con in mano lo scudiscio, pronte a colpirle, due non si rialzano in tempo e lo scudiscio incomincia ad abbattersi sulle loro schiene. Ti metti a contare i colpi... cinque, dieci, venti, trenta... le Sacerdotesse barcollano, tendendo la catena che le tiene incatenate con la lingua al palo; a una salta via la morsa dal capezzolo. Immediatamente due Vestali la slegano dal palo e la conducono al traliccio della fustigazione, viene legata a braccia e gambe divaricate, le due Vestali si mettono ai lati, hanno in mano entrambe la frusta e la fustigazione ha inizio; una alla volta, un colpo alla volta, ogni colpo un segno sanguinante sulla pelle; ...guardi, ...tutte guardano e la Sacerdotessa urla, ti piace, vorresti essere al suo posto, forse no, sei combattuta, hai paura, ma ti eccita quella scena, fa caldo, molto caldo e conti i colpi, chiunque in quella radura conta le frustate che sta ricevendo la prima Sacerdotessa, andrà in carcere per due mesi e verrà torturata duramente, ci stai pensando... il carcere e ti senti bagnare in mezzo alle cosce. Ma che succede? il caldo sembra averti dato alla testa, desideri essere torturata, desideri il carcere, non sai nemmeno cos'è e quello che succede... ma lo desideri; ti hanno detto che è quasi come quando sei stata messa in cella per dieci giorni, un po' peggio, però... e lo desideri, ti eccita il pensiero di essere torturata, ti eccita il sapere che anche tu puoi essere inchiodata su quel palco e flagellata fino allo svenimento. Ti sembra di impazzire, hai sete; la mancanza d'acqua e il sale ingoiato ti fanno sragionare, ma ti senti bagnata tra le cosce. Intanto le Vestali hanno terminato di frustare la Sacerdotessa, ti sei fermata a trentasette colpi, ma sei certa che sono stati molti di più; viene slegata e ricondotta al palo, viene fatta accucciare nuovamente e nuovamente le vengono messe le morse ai capezzoli e sulla lingua e nuovamente viene incatenata per continuare la tortura della sete; poi altre due Sacerdotesse pensano bene di farsi saltare via le morse, una alla volta vengono condotte al traliccio e frustate anch'esse. Ritorni al palo dove la Badessa ed S15 stanno subendo la loro tortura, sei sempre con il capo chino, ma attenta ad osservare le due donne; non ti sfugge, ad un certo punto, che S15 appositamente si fa saltare via entrambe le morse dai capezzoli e, mentre lo fa, guarda bene in viso la sua Badessa; le Vestali la conducono al traliccio; ma, invece di legarla a braccia e gambe divaricate, le incatenano le braccia e la sollevano da terra, poi incominciano a frustarla sulla schiena. Conti i colpi, ne conti sessanta; terminata la fustigazione sulla schiena, le due Vestali si portano sul davanti ed incominciano a frustarla sui seni; sessanta colpi dopo S15 viene trascinata sanguinante al palo ed incatenata nuovamente. Una ad una le Sacerdotesse subiscono la fustigazione, non deve essere facile sorreggere per lungo tempo dei pesi in quel modo; vengono i crampi alle braccia ed alle spalle, diventa impossibile resistere; osservi la Badessa, lei non ha ancora ceduto, ma noti che sta facendo resistenza. Un paio di volte ha appoggiato le ginocchia a terra per più di qualche secondo e la Vestale è prontamente arrivata per colpirla con lo scudiscio sulla schiena; ora sta tremando, il suo corpo vibra, la guardi, la osservi con la coda dell'occhio, ti aspetti, di li a poco, di vederle strappare via le morse dai capezzoli, ma sembra resistere; tutte le altre Sacerdotesse sono state frustate sulla schiena e fra poco, le ultime rimaste, verranno frustate anche sui seni. Per loro è quasi una liberazione, dopo che una Sacerdotessa ha fatto saltare via anche la seconda morsa, viene incatenata nuovamente al palo, ma in ginocchio. Il tempo scorre... lentamente..., nella radura risuonano i lamenti delle Sacerdotesse, lamenti ovattati dalle pietre e dal sole, la Badessa inizia a tendere le braccia, lo sta facendo appositamente, lo vedi benissimo, le lascia andare lentamente tirandosi i capezzoli, finchè con un rumore secco, metallico, le morse saltano via e, con un profondo lamento, allunga le braccia e si appoggia a terra con le ginocchia, rimanendo incatenata al palo con la morsa sulla lingua. Immediatamente due Vestali sopraggiungono, le aprono la morsa alla lingua, la fanno rialzare e la conducono via, ma non la portano la dove le altre Sacerdotesse sono state portate per essere frustate, la conducono in mezzo alla radura, vicino ad una grossa pietra con la sommità piatta, le fanno mettere le mammelle sopra la pietra e la legano in modo che non si possa muovere. Una Vestale si avvicina con un bastone, lo solleva ed inizia a bastonarla sulle mammelle; le colpisce alternativamente prima una mammella, poi l'altra; colpisce senza pietà, duramente, con forza; conti i colpi, quaranta per ogni mammella, poi la Badessa semisvenuta viene slegata, trascinata sotto il traliccio e, dopo averle legato le mammelle livide, viene sollevata da terra e due Vestali incominciano a frustarla a sangue sulla schiena. Tutte osservano atterrite la scena, tu guardi la Badessa, i tuoi occhi non vedono altro che il suo corpo che penzola e che viene fustigato; ti ecciti, ma non tanto perchè vedi lei che viene torturata così duramente, ti ecciti perchè ti immagini al suo posto; ti ecciti e ti inorridisci, senti nascere dentro di te un'eccitante paura autodistruttiva.