Il Convento

Il tuo unico indumento sarà un collare a cui verrai incatenata. Nulla di ciò che qui dentro è riportato si riferisce alla religione.

Chi sono

Utente: Stephen1x
Nome: Stefano Rossi stephen1x@hotmail.com
Un consiglio ...state lontani dal Blog... potrebbe essere troppo!! e comunque voglio provare quest'avventura di raccogliere le idee che affollano la mia mente. Idee orribili, torbide, eccitanti. Non possono rimanere confinate dentro di me, non riesco a trattenerle.

Ruoli

Novizia

ragazza vergine dai 18 ai 21 anni, il suo compito è quello di mantenere in ordine il Convento e di accudire le Monache

Monaca

colei che ha come scopo principale quello di subire il dolore

Sacerdotessa

di grado sueriore alla Monaca, è colei che principalmente infligge il dolore

Badessa

colei che dispone per tutte nel Convento

Carcerata

Monaca condannata al carcere

Carnefice o Vestale

colei che infligge dolore alla Badessa ed alle Sacerdotesse ed alle Carcerate

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giovedì, 12 marzo 2009

60-Ed Ora tocca alle Sacerdotesse

Tutte le Sacerdotesse si recano a prendere le morse, poi la Badessa continua:
"Ci recheremo alla radura della sete, voglio che con noi vengano anche delle Monache, aiuteranno le Vestali a torturarci; ovviamente anche loro soffriranno la sete"
Poi rivolgendosi ad una Sacerdotessa vicino a lei:
"Portate con noi anche quella li, quella che si è fatta frustare a sangue sui seni"
Ti senti assalire da una vampata di calore, la Badessa ha indicato te alla Sacerdotessa; nei tuoi pensieri si annida il pensiero che forse non è stata una buona idea quella di offrirsi così, spudoratamente; ti bruciano i seni sanguinanti, la fustigazione appena ricevuta è stata dura, ora la Badessa ti vuole insieme a lei ed alle altre Sacerdotesse nella radura della sete, S30 è palesemente infuriata e gelosa; ripensi a tutto e ti prepari a soffrire ancora; intanto la Sacerdotessa a cui si era rivolta la Badessa, si avvicina e ti fa alzare afferrandoti per i polsi, ma ti metti a tossire come quasi soffocata. La Sacerdotessa ti vede rossa paonazza in volto, vede che il collare è stato stretto eccessivamente e si rivolge alla Badessa:
"La Monaca ha il collare stretto al limite del soffocamento, lo ha ordinato lei Signora? Lo devo lasciare così? Però in questo modo la Monaca rischia di non farcela!"
"No, io non ho ordinato nulla; chi l'ha incatenata?"
Attimi di silenzio, si percepisce la tensione nell'aria, tieni gli occhi bassi, le Sacerdotesse si guardano l'un l'altra, poi, dopo qualche secondo di silenzio, S30 fa un passo avanti a capo chino e dice:
"Io Signora Badessa, ho incatenato io la Monaca 10F"
"Perché le hai stretto il collare in quel modo?"
S30 non parla, non solleva nemmeno il volto
"Perché? Parla!"
Tentennando e quasi balbettando S30 risponde:
"...non lo so Signora, forse ho sbagliato, ho stretto troppo..."
S15, una Sacerdotessa mora alta, con un corpo ben tornito ed un seno ben sviluppato, con un sogghigno commenta:
"Signora Badessa, magari la Monaca è la schiavetta di S30, sappiamo tutte quanto le piaccia divertirsi con le Monache e con le Novizie"
"E' vero S30? E' il tuo giocattolo preferito?"
"No Signora Badessa, non è vero, ho sbagliato, tutto qui!"
"Non credo proprio che tu abbia sbagliato; comunque ora dobbiamo subire la tortura della sete, ne riparleremo. Toglietele il collare di cuoio e mettetele quello in ferro da soffocamento; S30 subirà la tortura della sete in regime di soffocamento come avrebbe voluto che facesse la Monaca"
S15 immediatamente si avvicina a S30 e le toglie il collare di cuoio, intanto un'altra Sacerdotessa è andata a prendere un grosso e pesante collare in ferro; quel collare ha quattro viti che vengono avvitate fino a provocare delle difficoltà respiratorie. S15 con evidente piacere, dopo aver richiuso il collare sul collo di S30, incomincia ad avvitare le viti, poi le da un bacio sulle labbra dicendole:
"Buon divertimento mia cara"
La Badessa osserva la scena, poi:
"Basta adesso, in ginocchio ad attendere le Vestali"
Subito tutte si inginocchiano, 10F osserva le altre Monache che, come lei, sono state portate li dalle Sacerdotesse, per essere condotte alla radura; le Monache hanno le braccia incatenate al collare dietro la schiena, mentre le Sacerdotesse no, sono semplicemente inginocchiate, le mani appoggiate alle natiche, tutte in attesa delle Vestali. Di li a poco vedi arrivare cinque donne, sono completamente ricoperte da una veste nera che copre completamente il loro corpo; hanno tutte in mano una frusta, la Badessa si alza e dice:
"Siamo pronte, possiamo andare alla radura; ora indossiamo le morse ai capezzoli ed alla lingua, poi ci incamminiamo."
Immediatamente le Sacerdotesse mettono le morse sui capezzoli, poi sulla lingua; osservi S30, vedi che sta ansimando, ha il volto rosso, ma non fai in tempo a guardarti in giro che le Vestali vi fanno rialzare a frustate, spingendovi fuori dal Convento. In fila indiana, davanti a tutte la Badessa, anch'essa nuda e spronata dalla frusta delle Vestali; lentamente, ma inesorabilmente avanzate verso la radura; il sole è già abbastanza alto, la temperatura si sta facendo torrida. Passo dopo passo avanzate sul sentiero ghiaioso; i sassi feriscono i piedi, soprattutto a voi Monache, che avete i polsi incatenati al collare e faticate a rimanere in equilibrio. Ogni tanto una Vestale si avvicina alla Badessa o a qualche Sacerdotessa e, anche senza una reale necessità, infligge loro qualche frustata di sprono; ovviamente anche voi Monache venite spronate ad avanzare celermente e i morsi delle frustate convincono molto bene. Un'ora dopo arrivate alla radura, è diversa da quella che ti ricordavi; in quell'altra c'erano delle tettoie fatte con stuoie di canna di bambù, non riparavano molto dal sole, ma almeno ne attutivano l'intensità, qui, invece, non ci sono tettoie o ripari di alcun tipo. La radura è una spianata di pietre e rocce, ci sono diversi pali di legno, con anelli e catene, intanto le Vestali vi fanno inginocchiare tutte quante; siete stremate, dal caldo, dalla sete, dalla stanchezza; prima di inginocchiarsi la Badessa si toglie la morsa che porta alla lingua e spiega quello che dovrà accadere nelle prossime ore:
"La Regola del nostro Convento ci impone la tortura ogni qualvolta una Monaca viene condannata al supplizio, quindi ho deciso che la nostra tortura sarà la seguente: il nostro corpo verrà spalmato con un olio di protezione che ci impedirà di prendere un'insolazione, ma non impedirà alla nostra pelle di scottarsi e bruciare. Verremo incatenate con la lingua al palo, non verrà usato l'anello per chi l'ha inserito, ma tutte useremo la morsa sulla lingua. I polsi verranno incatenati alle morse che portiamo sui capezzoli e in mano ci verranno dati dei pesi. Rimarremo accucciate, potremo appoggiare le ginocchia a terra, ma solo per qualche istante, se qualcuna verrà sorpresa con le ginocchia a terra verrà scudisciata sulla schiena immediatamente. Dovremo rimanere in quella posizione per tre ore, i pesi che porteremo in mano faranno si che le braccia si appesantiranno e tenderanno a scendere. Poiché i polsi saranno incatenati alle morse ai capezzoli, se le braccia scenderanno più di un tanto le morse salteranno via. Alla prima morsa che salterà verremo frustate a sangue sulla schiena, alla seconda morsa che salterà verremo frustate a sangue sul seno. La prima Sacerdotessa che subirà la fustigazione verrà condannata a 2 mesi di carcere, le Monache ci ungeranno con l'olio, poi gireranno tra di noi ed avviseranno le Vestali nel caso in cui verremo sorprese con le ginocchia a terrà. A chiunque è proibito urinare, chi lo farà verrà condannata a 2 mesi di carcere; S30, tu subirai la tortura sul cavalletto. S15, ti voglio vicino mentre soffrirò, saremo incatenate allo stesso palo. Ora incominciamo."
Mentre le Vestali slegano le Monache, le Sacerdotesse si dirigono ciascuna verso un palo, poi a ciascuna Monaca viene consegnato un recipiente contenente l'olio che dovrà spalmare sul corpo della Sacerdotessa; una Vestale ti conduce al palo dove la Badessa ed S15 attendono di essere preparate. Tremi mentre immergi la mano nell'olio, tremi all'idea di dover spalmare il corpo della Badessa, ma l'incitazione a muoverti, intimata dalla Vestale, ti fa passare ogni titubanza; ti guardi in giro per osservare come compiere quell'operazione, hai timore di sbagliare. Mentre passi la mano sul suo corpo noti le numerose cicatrici di torture trascorse; ti turbano gli anelli infilati nei capezzoli e di più ancora, quelli nelle labbra dei genitali; la Badessa è in piedi a gambe e braccia divaricate, in attesa che tu abbia terminato; poi è il turno di S15, anch'essa ricoperta di cicatrici, con anelli ai capezzoli ed ai genitali. Quando hai terminato, una Vestale si avvicina, prende i polsi della Badessa e li incatena alle morse che ha sui capezzoli, poi la fa accucciare con le ginocchia divaricate e le aggancia una catena che scende dal palo, alla morsa che porta alla lingua, poi passa ad incatenare anche S15; quando ha terminato anche con la Sacerdotessa, raccoglie da terra due grosse pietre e le consegna alla Badessa, poi altre due ad S15. Le osservi.. dovranno rimanere tre ore in quella posizione, sicuramente non ce la faranno... il caldo, la sete, il sole che brucia la pelle, le pietre e le rocce che portano un'arsura incredibile... le guardi, le osservi... realizzi che vorresti essere anche tu li accucciata a provare quel dolore, poi alzi lo sguardo e vedi nella radura le Sacerdotesse, sono tutte nude, la lingua tirata fuori dalla bocca dalla catena legata al palo e in mezzo... S30, sul cavalletto, i polsi legati alle morse sui capezzoli, la lingua legata ed in tensione da una corda legata ad un'estremità del cavalletto. Ti eccita vedere S30 in quelle condizioni, vorresti che fosse lei la prima a far saltare via la molletta dei capezzoli, la osservi a lungo, il collare con quelle viti strette nel collo la soffocano, le guardi i genitali, lo spigolo del cavalletto penetra a fondo tra le labbra e le braccia, appesantite dai massi, mettono in tensione i capezzoli, trascinando verso il basso le sue grandi mammelle; ansima a fatica S30, si lamenta per il male, ma sembra ben resistere nel sorreggere i pesi. Decidi di dedicare la tua attenzione alla Badessa, la guardi in volto, lei ti guarda, distogli lo sguardo e ti volti verso S15, ha lo sguardo fisso verso il palo, imperturbabile, quasi non si direbbe stia soffrendo; poi il tuo sguardo ritorna sulla Badessa, però non sposti il volto verso di lei, ma allunghi gli occhi verso i suoi, quasi come pronta a sfuggire nuovamente lo sguardo. Anche la Badessa è ferma immobile, gli occhi socchiusi, quasi come se gradisse l'essere in quella posizione, chini il capo, la guardi con gli occhi bassi cercando di non farti scorgere; fa caldo, il sole sta mettendo a dura prova la vostra pelle, il sudore sta colando lungo la fronte e le guance; alzi lo sguardo verso la radura, qualche Sacerdotessa ha abbassato le ginocchia a terra e le Vestali si avvicinano con in mano lo scudiscio, pronte a colpirle, due non si rialzano in tempo e lo scudiscio incomincia ad abbattersi sulle loro schiene. Ti metti a contare i colpi... cinque, dieci, venti, trenta... le Sacerdotesse barcollano, tendendo la catena che le tiene incatenate con la lingua al palo; a una salta via la morsa dal capezzolo. Immediatamente due Vestali la slegano dal palo e la conducono al traliccio della fustigazione, viene legata a braccia e gambe divaricate, le due Vestali si mettono ai lati, hanno in mano entrambe la frusta e la fustigazione ha inizio; una alla volta, un colpo alla volta, ogni colpo un segno sanguinante sulla pelle; ...guardi, ...tutte guardano e la Sacerdotessa urla, ti piace, vorresti essere al suo posto, forse no, sei combattuta, hai paura, ma ti eccita quella scena, fa caldo, molto caldo e conti i colpi, chiunque in quella radura conta le frustate che sta ricevendo la prima Sacerdotessa, andrà in carcere per due mesi e verrà torturata duramente, ci stai pensando... il carcere e ti senti bagnare in mezzo alle cosce. Ma che succede? il caldo sembra averti dato alla testa, desideri essere torturata, desideri il carcere, non sai nemmeno cos'è e quello che succede... ma lo desideri; ti hanno detto che è quasi come quando sei stata messa in cella per dieci giorni, un po' peggio, però... e lo desideri, ti eccita il pensiero di essere torturata, ti eccita il sapere che anche tu puoi essere inchiodata su quel palco e flagellata fino allo svenimento. Ti sembra di impazzire, hai sete; la mancanza d'acqua e il sale ingoiato ti fanno sragionare, ma ti senti bagnata tra le cosce. Intanto le Vestali hanno terminato di frustare la Sacerdotessa, ti sei fermata a trentasette colpi, ma sei certa che sono stati molti di più; viene slegata e ricondotta al palo, viene fatta accucciare nuovamente e nuovamente le vengono messe le morse ai capezzoli e sulla lingua e nuovamente viene incatenata per continuare la tortura della sete; poi altre due Sacerdotesse pensano bene di farsi saltare via le morse, una alla volta vengono condotte al traliccio e frustate anch'esse. Ritorni al palo dove la Badessa ed S15 stanno subendo la loro tortura, sei sempre con il capo chino, ma attenta ad osservare le due donne; non ti sfugge, ad un certo punto, che S15 appositamente si fa saltare via entrambe le morse dai capezzoli e, mentre lo fa, guarda bene in viso la sua Badessa; le  Vestali la conducono al traliccio; ma, invece di legarla a braccia e gambe divaricate, le incatenano le braccia e la sollevano da terra, poi incominciano a frustarla sulla schiena. Conti i colpi, ne conti sessanta; terminata la fustigazione sulla schiena, le due Vestali si portano sul davanti ed incominciano a frustarla sui seni; sessanta colpi dopo S15 viene trascinata sanguinante al palo ed incatenata nuovamente. Una ad una le Sacerdotesse subiscono la fustigazione, non deve essere facile sorreggere per lungo tempo dei pesi in quel modo; vengono i crampi alle braccia ed alle spalle, diventa impossibile resistere; osservi la Badessa, lei non ha ancora ceduto, ma noti che sta facendo resistenza. Un paio di volte ha appoggiato le ginocchia a terra per più di qualche secondo e la Vestale è prontamente arrivata per colpirla con lo scudiscio sulla schiena; ora sta tremando, il suo corpo vibra, la guardi, la osservi con la coda dell'occhio, ti aspetti, di li a poco, di vederle strappare via le morse dai capezzoli, ma sembra resistere; tutte le altre Sacerdotesse sono state frustate sulla schiena e fra poco, le ultime rimaste, verranno frustate anche sui seni. Per loro è quasi una liberazione, dopo che una Sacerdotessa ha fatto saltare via anche la seconda morsa, viene incatenata nuovamente al palo, ma in ginocchio. Il tempo scorre... lentamente..., nella radura risuonano i lamenti delle Sacerdotesse, lamenti ovattati dalle pietre e dal sole, la Badessa inizia a tendere le braccia, lo sta facendo appositamente, lo vedi benissimo, le lascia andare lentamente tirandosi i capezzoli, finchè con un rumore secco, metallico, le morse saltano via e, con un profondo lamento, allunga le braccia e si appoggia a terra con le ginocchia, rimanendo incatenata al palo con la morsa sulla lingua. Immediatamente due Vestali sopraggiungono, le aprono la morsa alla lingua, la fanno rialzare e la conducono via, ma non la portano la dove le altre Sacerdotesse sono state portate per essere frustate, la conducono in mezzo alla radura, vicino ad una grossa pietra con la sommità piatta, le fanno mettere le mammelle sopra la pietra e la legano in modo che non si possa muovere. Una Vestale si avvicina con un bastone, lo solleva ed inizia a bastonarla sulle mammelle; le colpisce alternativamente prima una mammella, poi l'altra; colpisce senza pietà, duramente, con forza; conti i colpi, quaranta per ogni mammella, poi la Badessa semisvenuta viene slegata, trascinata sotto il traliccio e, dopo averle legato le mammelle livide, viene sollevata da terra e due Vestali incominciano a frustarla a sangue sulla schiena. Tutte osservano atterrite la scena, tu guardi la Badessa, i tuoi occhi non vedono altro che il suo corpo che penzola e che viene fustigato; ti ecciti, ma non tanto perchè vedi lei che viene torturata così duramente, ti ecciti perchè ti immagini al suo posto; ti ecciti e ti inorridisci, senti nascere dentro di te un'eccitante paura autodistruttiva.

postato da: Stephen1x alle ore 17:10 | link | commenti (25)
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venerdì, 02 gennaio 2009

59-Il Supplizio



Lentamente il chiostro si sta riempiendo di Monache, Novizie e Sacerdotesse; tutte indossano il rostro e camminano a fatica, con dolore; le Sacerdotesse guidano le Monache ai posti, facendole sistemare in fila e facendole inginocchiare. Ora anche tu sei in ginocchio ed osservi il palco; sul lato sinistro ci sono due grossi pali con un intaglio sulla sommità, distanziati un paio di metri e una scaletta nel mezzo; sulla parte destra, appoggiato orizzontalmente su due supporti, c'è un palo. Alla base del palco c'è un'impalcatura con quattro carrucole e ad ogni carrucola c'è legata una corda a cui sono state messe delle grosse morse dentellate; tutt'intorno al chiostro numerose torce illuminano in modo spettrale l'organizzazione del palco. Quando tutte sono sistemate arriva la Badessa, sale sul palco e dice:
"Portate la Monaca!"
Dal fondo si sente urlare 3A, trascinata da due Sacerdotesse, la sollevano per le braccia e la trascinano sul palco, è nuda, senza collare, senza bracciali e senza cavigliere; viene fatta inginocchiare alla destra del palco, di fronte al palo messo in orizzontale; 3A si sta disperando e la Badessa pronuncia la condanna:
"Monaca, sei stata condannata al supplizio della flagellazione; ora verrai inchiodata mani e seni al palo, poi porterai tu stessa il palo nel posto dove verrai flagellata. Rimarrai sollevata da terra sorretta solamente dai chiodi e riceverai il flagello sulla schiena. Osserva il flagello, guardalo, è una frusta di cuoio su cui sono fissati degli aculei. I colpi che riceverai ti strapperanno la pelle della schiena; verrai flagellata fino alla perdita dei sensi. Ora conducete sotto l'impalcatura le sue compagne di camerata; assisteranno alla flagellazione appese per i capezzoli e le loro natiche verranno scorticate a colpi di staffile"
Le Sacerdotesse afferrano 2A, 4A, 5A e 7A e le portano sotto le carrucole dell'impalcatura; tutte e quattro urlano e piangono dalla disperazione; le Sacerdotesse mettono le morse sui capezzoli delle Monache e si preparano a sollevarle; intanto due Sacerdotesse afferrano 3A, le allargano le braccia e le distendono lungo il palo, facendola appoggiare con il tronco e mettendole i seni sopra il palo, poi una terza Sacerdotessa prende due chiodi ed un martello, punta il primo chiodo sul dorso della mano ed incomincia ad inchiodarla. Non appena il chiodo penetra nella carne, 3A lancia un urlo tremendo, la Sacerdotessa continua a martellare fino a fissare bene il chiodo nel legno del palo, poi si dirige dall'altra parte e le inchioda l'altra mano; quando anche l'altra mano è stata inchiodata la Sacerdotessa si porta di fronte a 3A, intanto un'altra Sacerdotessa ha messo tra i denti della Monaca un pezzo di legno per impedirle di mordersi la la lingua; osservi la scena, inorridita, vedi la Sacerdotessa che punta il grosso chiodo sopra la mammella di 3A, poi con un colpo secco il chiodo penetra nella carne, fino a conficcarsi nel legno del palo. 3A urla come un'ossessa, si agita, ma viene tenuta ferma dalle altre due Sacerdotesse; poi anche l'altra mammella viene inchiodata. Fiotti di sangue escono dalle ferite dei chiodi, la Badessa prende il flagello e ordina:
"Sollevate le Monache ed aiutate 3A a raggiungere la postazione per la flagellazione"
Subito le Sacerdotesse incominciano a sollevare le compagne di camerata di 3A; urla disumane riempiono il chiostro e sembrano far vibrare ancor di più la luce delle torce; mentre vengono sollevate per i capezzoli i corpi delle quattro sventurate si agitano a più non posso; sono rivolte di schiena verso la platea delle Monache che sono li ad assistere; intanto 3A viene fatta rialzare e tra le urla a fatica solleva, con le proprie membra inchiodate, quel palo; viene spinta verso la sinistra del palco ed aiutata a salire i gradini della scaletta che c'è tra i due pali; il palo a cui è inchiodata viene inserito nelle fessure dei pali laterali, poi la scaletta viene tolta e 3A rimane a penzolare sorretta solo dai chiodi nelle mani e nei seni. Urla 3A, urla in modo incredibile; tu, le Monache e le Novizie osservate esterrefatte la scena rimanendo notevolmente impressionate, non credevi proprio di dover assistere ad una scena simile; la Badessa si fa consegnare il flagello, lo mostra alla platea delle Monache dicendo:
"Questo è il flagello, dobbiamo essere fiere che il suo morso ci strappi la carne; 3A, devi esserne orgogliosa che la carne della tua schiena sta per venire strappata dagli aculei del flagello. Verrai flagellata fino alla perdita dei sensi e comunque ti verranno inflitti non meno di dieci colpi; se sverrai prima verrai fatta rinvenire e la flagellazione verrà ripresa. Al termine della flagellazione verrai portata alle carceri dove verrai rinchiusa per un periodo minimo di tre mesi. Mentre 3A subirà la flagellazione, le sue compagne verranno scorticate sulle natiche e ora che incominci il dolore!!"
Quattro Sacerdotesse prendono gli staffili e si posizionano dietro le Monache appese per i capezzoli, poi la Badessa incomincia a flagellare 3A; subito al primo colpo la frustata apre una profonda ferita sulla pelle della schiena della Monaca, 3A urla e, nonostante il morso di legno che ha tra i denti. le sue urla riempiono la testa di chiunque in quel chiostro. Urlano anche le sue compagne, appese per i capezzoli e con lo staffile che sta asportando loro lo strato superficiale di pelle, facendole sanguinare le natiche. Altra frustata sulla schiena di 3A, la Badessa la sta flagellando lentamente, un colpo alla volta, in modo che 3A possa sentire pienamente e completamente il dolore di ogni singolo colpo. Sanguina la schiena della Monaca, le ferite dei colpi si aprono in lacerazioni profonde, 3A si lamenta sempre più flebilmente, ormai sono solo rantoli e al diciassettesimo colpo, perde i sensi. Viene lasciata svenuta e inchiodata mentre le Sacerdotesse continuano la fustigazione sulle natiche delle sue compagne, che comunque di li a poco svengono pure loro; la Badessa ripone il flagello e poi ordina:
"3A rimarrà inchiodata fino a domani mattina, abbassate, invece le Monache e togliete loro le morse dai capezzoli; rimarranno incatenate per le braccia fino a domani mattina. Tutte quante rimarremo in ginocchio con il rostro ai genitali; domani mattina ci recheremo alla sofferenza della sete"
Mentre le Sacerdotesse abbassano le Monache, la Badessa si inginocchia di fianco a 3A; le Monache intanto vengono incatenate al traliccio con le catene ai polsi, vengono tolte le morse dai capezzoli, poi anche le Sacerdotesse si inginocchiano per la sofferenza ed il dolore collettivo. Il silenzio cala nel chiostro, più nessuna parla, la luce tremolante delle fiaccole illumina spettralmente la scena, un centinaio di donne inginocchiate ad attendere l'alba, soffrono rimanendo il più possibile in silenzio; un'ora dopo qualcuna non resiste e crolla a terra, la Badessa ordina:
"Frustatela, venti colpi a sangue sulla schiena"
Osservi la Monaca mentre viene trascinata al palo, incatenata e frustata a sangue; anche tu fatichi a resistere, ma t'impegni, i genitali ti bruciano, dal tuo posto osservi la Badessa, vedi che anche lei ti osserva; vi fissate entrambe per un bel po', poi un'altra Monaca perde l'equilibrio e crolla, immediatamente le Sacerdotesse la prelevano e la portano alla fustigazione. Vi scambiate gli sguardi, la Badessa osserva la Monaca mentre viene frustata e tu osservi prima la Badessa poi la Monaca, cerchi di dimostrare alla Badessa che sai resistere bene così in ginocchio. Passano i minuti, tanti, osservi sempre la Badessa negli occhi, sai che non dovresti, ma il tuo sembra essere un gesto di sfida; poi, mentre la Badessa ti sta sempre osservando, lentamente ti fai cadere a terra, ma lo fai facendo vedere alla Badessa che lo stai facendo apposta, la Badessa, visibilmente soddisfatta ordina:
"Frustatela"
Mentre le Sacerdotesse ti stanno incatenando, trovi il coraggio e dici:
"Signora Badessa, mi faccia frustare sul seno"
"Si, eseguite... a sangue... sessanta colpi"
La frusta si abbatte sulle tue mammelle, il dolore dei colpi è atroce; hai voluto con questo tuo gesto continuare ad ingraziarti i favori della Badessa, vuoi in questo modo mostrarle la tua dedizione, ma ti costa, ti costa dolore e sangue. I colpi sono interminabili, ogni frustata ti segna la pelle, te la fa sanguinare; ogni colpo, un morso di dolore che ti fa impazzire; ti sanguinano le mammelle, ti sanguinano i capezzoli. Al termine della fustigazione vieni lasciata qualche attimo, incatenata, a provare pienamente il dolore, tra le lacrime osservi le Monache inginocchiate di fronte a te, qualcuna si lascia andare e subito le Sacerdotesse la prelevano per condurla  la fustigazione. Intanto vieni slegata e ricondotta al tuo posto; ormai gli aculei del  rostro si sono infilati a fondo nelle carni, rivoli di sangue gocciolano lungo le cosce; ti inginocchi nuovamente ad osservare 3A inchiodata, ha la la pelle della schiena lacerata e dal suo corpo gocciola copioso il sangue. Osservi a fondo la scena, tragica truculenta, grave, sei dolorante e sanguinante, ma ti senti strana; le Monache con le natiche scorticate dai colpi dello staffile, sono semisvenute, ma consce per sentire il dolore ed assistere alla sofferenza della loro compagna; ti osservi, infine, le mammelle, sono striate di sangue, ti bruciano, ti fanno male, ma così facendo hai mandato un segnale forte alla Badessa, le hai dimostrato la tua completa sottomissione. Passano le ore, intanto a 3A vengono tolti i chiodi e viene trascinata via, le sue compagne pure vengono slegate e condotte via; voi Monache rimanete inginocchiate fino all'alba, quando le Sacerdotesse passano da ciascuna di voi a farvi ingoiare l'impasto di gesso e sale; vedi S30 di fronte a te, è seria, incroci il suo sguardo, ma non trovi la complicità passata. Di fianco a lei una Novizia sorregge un secchio pieno d'acqua, S30 con un mestolo ne versa un po' in una ciotola, te lo porge dicendoti:
"Bevi, tutta d'un fiato, senza fermarti"
Ricordi ancora, con disgusto ed orrore, quanto sia salato quel liquido, non è facile ingoiarlo, bisogna sforzarsi per spingerlo giù per la gola; la quantità poi, è tale da obbligarti a gustarlo tutto ed a lungo, non appena hai terminato di bere il liquido S30 ti riempie la bocca di gesso e sale, ovviamente non dice una parola ma dal suo sguardo comprendi molto bene che è infuriata dalla gelosia; poi, come a tutte le altre, ti incatena i polsi all'anello posteriore del collare e te lo stringe; lo stringe molto, forse più del dovuto. Quando tutte le Monache sono pronte, la Badessa dice:
"Che ogni Sacerdotessa prenda due morse per i capezzoli ed una per la lingua, poi attenderemo in ginocchio l'arrivo delle Vestali che ci condurranno alla radura per la nostra sofferenza della sete"
postato da: Stephen1x alle ore 15:14 | link | commenti (26)
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mercoledì, 19 novembre 2008

58-Preparazione al Supplizio

Il suo sapore si mescola alle tue lacrime, il dolore ai genitali ti fa perdere la cognizione di ogni cosa che ti circonda, S30 ha infierito duramente sul tuo sesso; dopo averti baciato le labbra si porta in mezzo alle tue cosce ed affonda la lingua profondamente, aspira, risucchia, morde, S30 si perde nella tua carne, è eccitata da matti e tu stai soffrendo incredibilmente. Piangi dal dolore, ti brucia, il male è insopportabile; tutte quelle scudisciate sulla carne delicata ti hanno provocato un'intensa infiammazione, S30 lo sa ed è per questo che ora sta provocandoti ulteriore dolore leccandoti senza ritegno.
Dopo un po', si solleva dal tuo sesso, col viso bagnato dalla sua saliva, dalla sua bava... ti guarda, accarezzandoti i seni, poi, in un orecchio ti sussurra:
"Sei pronta? ne mancano ancora settantacinque"
"....la prego..!!"
"Tieni, colpisciti duramente; ti voglio sofferente. Ti sei donata a me e ora devi soffrire"
Tremando afferri nuovamente lo scudiscio, ti manca il coraggio di colpirti nuovamente, tentenni, S30 si arrabbia, ti strappa lo scudiscio dalla mano ed incomincia a colpirti lei. Non resisti, pochi colpi e perdi i sensi; S30 imperterrita continua a colpirti, le labbra ed il pube si stanno coprendo di escoriazioni. S30 si ferma, ti fa rinvenire e quando sei ben sveglia:
"Mancano  ancora trentacinque scudisciate, voglio che tu sia ben sveglia per sentirle tutte; ti stai escoriando per bene, è quello che voglio, da stasera indosseremo tutte il rostro e voglio che per te sia molto più doloroso... e lo sarà tesoro mio"
"Come desidera mia Signora, mi colpisca allora e che possa il mio corpo soffrire il più possibile per il suo piacere"
S30 incomincia, con forza, colpendoti il più possibile sempre nello stesso punto; urli, piangi, non ti sforzi nemmeno di cercare di resistere ed è proprio quello che ora S30 vuole, ora lei desidera vederti disperata ed agonizzante sotto i colpi dello scudiscio. Colpo dopo colpo la pelle si ferisce seriamente, la pelle dei genitali è troppo delicata per così tanti colpi di scudiscio e duecento sono proprio tanti. Al termine del duecentesimo colpo, S30 riprende a leccarti, ti apre le labbra con le dita e s'immerge nuovamente dentro di te; poi, desiderosa di godere ancora, incolla i suoi genitali sulla tua bocca ed incomincia a sfregarsi su di te; è bagnata fradicia, i succhi del suo piacere colano sul tuo viso, si muove, si aggrappa con le mani ai tuoi capezzoli per sorreggersi mentre si agita alla ricerca dell'orgasmo più profondo, finché con un rantolo ha un lungo orgasmo. Si rialza spossata e stremata, ti slega le caviglie e ti fa scendere dal letto; non appena chiudi le cosce senti aumentare il dolore ai genitali, dal male ti accasci per terra, S30 ti osserva compiaciuta:
"Alzati, rimarrai qui con me per un po', poi ritornerai in camerata dalle tue compagne; voglio goderti ancora un po'.... mettiti in posizione"
Immediatamente ubbidisci, ti rialzi e, subito, ti metti in piedi con le mani sulle natiche rimanendo il più possibile eretta; sai che S30 ti lascerà a lungo in quella posizione e sai che sarà dura resistere. Intanto S30 si addormenta e tu sei costretta a rimanere li, in piedi, come un oggetto d'arredamento; non ti puoi muovere, non devi muoverti, le Monache quando sono in posizione devono attendere gli ordini delle Sacerdotesse prima di fare qualsiasi cosa. Tre ore dopo S30 si sveglia, ti vede barcollante, ma sempre al tuo posto:
"Vattene ora, vattene in camerata; non una parola con nessuna"
"Ai suo ordini mia Signora, come desidera"
Zoppichi, ti trascini a fatica verso la camerata, ti fa male camminare, ma alla fine arrivi alla camerata, entri e senza dire una parola vai verso il tuo letto; le tue compagne ti osservano in silenzio, non ti chiedono nulla, sanno benissimo cosa ti è capitato; non appena ti sdrai sul letto crolli immediatamente in un sonno profondo...
Passano le ore, finché non vieni svegliata da 5F:
"Forza svegliati, hanno già suonato, dobbiamo andare in refettorio"
Fai appena in tempo ad alzarti che entra una Sacerdotessa per prelevarvi; tutte vi incamminate verso il refettorio. Passando lungo il chiostro vedi, lungo una parete in fondo, il palco che è stato montato per il supplizio di 3A; davanti al palco sono stati eretti anche dieci sostegni con dieci carrucole, ad ogni carrucola vedi che sono state messe delle grosse pinze. Intanto siete arrivate al refettorio, ognuna va sedersi al prorpio posto, nesssuna parla, nell'aria si sente tutta la tragicità del momento; arriva la Badessa con al seguito le sue Sacerdotesse preferite, prende posto, poi ordina:
"Fate entrare la Monaca"
Da un lato della sala viene fatta entrare 3A; è nuda, ha le catene alle caviglie, le mani incatenate dietro la schiena, un collare stretto al collo che le toglie il fiato; viene spinta in avanti da due Sacerdotesse che la fanno inginocchiare di fronte alla Badessa:
"Che la Monaca venga legata sul trespolo, penetrata con gli elettrodi nei genitali e nell'ano e che le vengano messi gli elettrodi anche ai capezzoli; per le prossime ore dovrà subire il dolore dell'elettroshock. Ogni Monaca e Sacerdotessa le si dovrà avvicinare per baciarla sulle labbra e così facendo una scarica elettrica attraverserà il suo corpo. Domani sera la Monaca dovrà subire il supplizio della flagellazione"
"No.... nooo vi prego nooo!!"
"Silenzio, affronta il supplizio con dignità!!"
Tre Sacerdotesse portano una struttura in legno composta da un palo verticale a cui sono stati fissati in alto ed in basso due bracci orizzontali; 3A viene issata e legata con le braccia aperte sul palo orizzontale superiore, come se fosse in croce; le gambe le vengono piegate e divaricate, poi legate le caviglie al palo orizzontale inferiore. Una Sacerdotessa si avvicina con due grossi cilindri di metallo a cui sono legati dei fili, uno glielo infila nel retto e l'altro, dopo averne divaricato le labbra, a fondo nella vagina. poi le mette sui capezzoli due morse sempre con dei fili collegati. Osservi attonita la scena, vedi la Sacerdotessa che punta quel grosso cilindro di metallo sull'ano di 3A e lo vedi inserire lentamente; 3A urla dal male, quel cilindro è piuttosto grosso e piuttosto lungo, arriva a riempirla completamente; poi, quando è completamente pernetrata, prende il secondo cilindro, con due dita le divarica le labbra e poi inizia a penetrarla anche nell'utero. Piange 3A, legata come in croce sul quel trespolo sta per essere torturata con la corrente, poi le morse sui capezzoli e per ultimo la Sacerdotessa le stringe il collare al punto da renderle difficoltoso il respirare:
"Rimarrai in soffocamento e penetrata fino a domani mattina, quando si inizierà con la tortura della corrente"
Dopo pochi attimi il volto di 3A è rosso paonazzo, il collare stretto in quel modo le rende veramente difficoltoso respirare. Mentre 3A sta iniziando a soffire per il suo supplizio, la Badessa continua:
"Ora ciscuna di noi indosserà il rostro che porterà sino al termine del supplizio, domani sera le compagne di camerata della Monaca 3A assisteranno al suo supplizio sollevate per i capezzoli e le loro natiche verranno frustate con lo staffile fino allo scorticamento"
Non senti più nulla, l'orrore di quello che hai sentito ti basta per essere sconvolta; fra poco sarai costretta ad indossare quegli aculei sui genitali molto provati dalle scudisciate di S30 e infatti, dopo qualche minuto, è proprio S30 che ti consegna il rostro da indossare. Lo prendi e la guardi, le vedi negli occhi un bagliore di soddisfazione, sai che ti farà molto male portare per ventiquattro ore quel rostro. Ti avvolgi la catena irta di aculei attorno alla vita, intanto vedi che anche le altre Monache stanno eseguendo la vestizione col rostro, stringi la catena e gli aculei ti entrano nel ventre e nei fianchi; poi la catena dei genitali... ti chini a gambe divaricate e la fai passare tra le natiche, poi tra le labbra, poi la leghi sul davanti; ti rialzi e gli aculei ti penetrano nelle carni facendoti sanguinare. Le Sacerdotesse intanto hanno fatto inginocchiare le compagne di 3A di fronte a lei; le osservi una per una:

2A, castana, 27 anni circa, altezza e corporatura normali, ha un seno non molto sviluppato, di quelli che non possono essere legati senza artifizi particolari; i suoi fianchi si espandono leggermente oltre la vita

4A, capelli lunghi, scuri come i suoi occhi, 37 anni circa, seno di misura adeguata per essere legato anche se non eccessivamente sviluppato

7A, è una ragazza di colore di circa 25 anni, il suo corpo statuario fa da contrasto con un seno non così sviluppato secondo quanto uno si aspetterebbe vedendola, le sue labbra carnose distolgono un po' l'attenzione dai suoi capelli e occhi di un nero corvino.

5A, alta, bionda, con il corpo in ottima forma, anche lei ha un seno minuto, poco sviluppato

e poi, il tuo sguardo si ferma su 3A; è robusta, mora, 36 anni circa, un seno abbondantemente sviluppato, il collare sta stringendole il collo, vedi che fa fatica a respirare, è arrossata e piange a fatica; legata su quel trespolo in quel modo, il dolore alle membra è molto più acuto. Intanto il rostro ti brucia, i suoi aculei penetrati nelle tue carni ti fanno male; lo sai, le prossime ore saranno ore di passione, non solo per 3A; tutte le Monache, le Sacerdotesse e le Novizie stanno indossando il rostro, tutte stanno sanguinando, ferite dagli aculei di quello strumento terribile. Vedi due Novizie che si sono fermate ad osservare 3A, ti incuriosiscono, le osservi bene, sono magre con veramente poco seno, giovani, avranno vent'anni, due ragazzine. Ti avvicini, stanno parlando sottovoce:
"Dio mio guarda in che condizioni è!!"
"Si, sta soffocando poverina, pensa quando capiterà anche a noi"
"Non credo che ce la farò a resistere"
"Non lo sopporto questo rostro, lo dovremo tenere fino a domani e io non ce la faccio più"
Così continuano a parlare, intimorite e doloranti; le ascolti, ti fanno tenerezza i loro discorsi da impaurite; cerchi di non farti scoprire che le stai ascoltando, ma la tua curiosità ti spinge al punto di avvicinarti troppo e le due si accorgono, fermandosi di parlare immediatamente:
"Vi stavo ascoltando, chi siete?"
"N26"
"Io N27, tu chi sei?"
"Sono 10F, andiamo via ora, dai. lasciamo 3A da sola"
Vi allontanate, davanti le due Novizie e tu dietro a seguirle; accidenti, ti rendi conto che ti piacciono; ti attira vederle camminare con difficoltà, ti stupisce il fatto che ti piacciano, pensavi che N30 fosse un caso, invece no; queste due ragazze, con i loro corpi minuti, ti eccitano le idee più truci, vorresti vederle incatenate e frustate a sangue sui quei loro piccoli seni minuti; vorresti vederle insieme a N30, nude a soffrire ed a procurarsi reciproco dolore e piacere; intanto le segui e le accompagni fino all'ingresso della zona delle Novizie; oltre non ti è concesso andare. Mentre ritorni alla tua camerata i passi che fai fanno sentire gli aculei sempre di più graffiarti la vagina, le natiche, l'ano e i fianchi, ti fa male ma sei eccitata, ti soffermi ancora un momento ad osservare 3A; la vedi la in fondo al refettorio, la osservi da di fuori. E' arrossata in volto, il collare le stringe molto dolorosamente e soffoca, respira a fatica, ansima; dai genitale e dall'ano le sbucano gli elettrodi, i capezzoli stanno sanguinando ancora, le morse che sono state usate hanno degli aculei che le sono penetrati nella carne; la osservi ancora per un attimo, poi ritorni alla tua camerata. Il mattino successivo vieni svegliata di soprassalto con un gran trambusto:
"Muoviti, stanno arrrivando, svegliati, alzati"
Nonostante il dolore del rostro ai genitali scendi dal letto con un movimento brusco e gli aculei penetrano e ti lacerano ancor di più le labbra; siete tutte nude in piedi davanti ai vostri letti, in attesa che arrivino a prendervi. Dopo qualche minuto entra una Sacerdotessa:
"Forza tutte fuori; oggi nessuna andrà in bagno; tutte in refettorio!"
Lentamente uscite dalla camerata e vi avviate verso il refettorio; insieme a voi ci sono anche le altre Monache delle altre camerate; non appena arrivi in prossimimtà del refettorio vedi ancora incatenata 3A sul trespolo; è semisvenuta e le stanno togliendo il collare, intanto entrate tutte nella sala, 3A si sta riprendendo, il suo respiro si fa più profondo, ansima e piange; vorrebbe lamentarsi ma non ha voce. Due Sacerdotesse sistemano davanti al trespolo una lastra di metallo a cui sono collegati due fili; quei due fili vengono collegati ad un generatore di corrente, li vicino, insieme a quelli che arrivano dagli elettrodi inseriti nel suo corpo e a quelli collegati alle morse sui capezzoli. Quando è tutto pronto arriva la Badessa, si avvicina alla lastra di metallo, guarda 3A, poi dice:
"Mettetele il morso tra i denti"
Subito una Sacerdotessa si appresta ad eseguire l'ordine, quando ha terminato la Badessa continua:
"3A, ora riceverai un bacio sulle labbra da ogni Monaca, Sacerdotessa e Novizia; ogni bacio sarà per te una scarica elettrica che attraverserà il tuo corpo dai capezzoli ai genitali e all'intestino"
Detto ciò sale sulla lastra, così i contatti si chiudono e una scarica elettrica assale il corpo di 3A, facendola urlare e vibrare con dolore, la Badessa le bacia le labbra e poi indica alle sue Sacerdotesse di proseguire; così una ad una le Sacerdotesse salgono sulla lastra scatenandole la scarica elettrica e baciandola sulle labbra. 3A urla ad ogni scarica, l'intensità non è elevata, anzi è molto bassa; è stato così deciso in quanto la poveretta dovrà ricevere numerosissime scariche ed è importante che possa resistere senza problemi, ma nonostante la bassa intensità il dolore è acuto e tremendo poichè le scariche arrivano ai capezzoli dove gli aculei delle morse sono infilzati nella carne e agli elettrodi nell'utero e nell'ano dove la carne è molto più delicata e sensibile. Quando le Sacerdotesse hanno terminato è il momento delle Monache, così una per una iniziano pure loro ad infliggere le loro parte di dolore alla sventurata; quando tocca a te sei stravolta nel vederla conciata in quel modo, bava alla bocca, una pozza di urina per terra, trema e non ha la forza di piangere. Sali sulla lastra e un impulso di corrente avvolge 3A, la quale si agita e si lamenta, ti avvicini al suo viso e le baci le labbra, scappando via subito dopo e la processione delle Monache intanto continua. Passano le ore, il bisogno di andare in bagno è forte, il rostro infierisce nei genitale ad ogni passo; decidi, ad un certo punto, di non muoverti più e di stare ferma il più possibile in camerata, sei li in piedi, vicino al tuo letto, non riesci a stare seduta, anche le altre compagne non riescono e sono li come te; man mano che si avvicina la sera nessuna più parla; dolore, necessità di andare in bagno, paura, terrore di quello che sta per succedere rendono tutte quante ammutolite. Ad un certo punto si sente suonare una campana:
DONG....
DONG....
DONG....
battiti grevi, lenti, un suono lugubre invade tutto il convento, si apre la porta della camerata e una Sacerdotessa vi ordina di seguirla:
"Tutte nel chiostro, sta per iniziare il supplizio di 3A"
postato da: Stephen1x alle ore 16:15 | link | commenti (11)
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